Liceo Statale “Archimede” Acireale

Scientifico  Linguistico  Sc. Applicate  Sportivo

Archivio Storico Fotografico - AA.SS. 1921/

     
   



Approfondimenti sulla storia del Liceo “Archimede”


 
La nascita del Liceo Scientifico Statale “Archimede” fu un altro avvenimento importante per la città di Acireale perché diede anche questo Liceo un contributo notevole per la formazione dei giovani. Acireale, vera e propria “città degli studi”, disponeva di scuole statali e non, che privilegiavano la cultura umanistica. Alla fine dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento, con l'affermarsi della scienza e della tecnologia, si avvertiva sempre più l'esigenza di istituire una scuola che desse l'opportunità di approfondire il settore scientifico e tecnologico senza trascurare la base formativa umanistica, imprescindibile per una valida formazione. Dal 1860 in poi c'era stata soltanto la Scuola Tecnica, subito dopo i quattro anni di scuola elementare, non essendoci allora la scuola media. Vi era dunque una carenza molto evidente che si avvertiva nella città e di cui si fecero interpreti gli amministratori dell'epoca. Bisogna premettere che nel Regno d'Italia sin dal 1885 l'istituto tecnico, già previsto dalla legge Casati, fu arricchito con una sezione fisico-matematica, che consentiva di iscriversi alle facoltà universitarie a carattere scientifico. D'altra parte nel 1911 con Decreto del ministro Luigi Credaro, che era anche pedagogista, era stata autorizzata, all'interno del ginnasio-liceo una sezione “ginnasio-liceo moderno”, nella quale il greco veniva sostituito da una lingua moderna. Insomma stava maturando l'ipotesi del liceo scientifico. Tale nuova impostazione del corso di studi fu anche osteggiata perché, con l'aggiunta della sezione fisico-matematica, gli istituti tecnici perdevano la loro finalità professionalizzante che consentiva di acquisire un titolo immediatamente spendibile nel mondo del lavoro e finivano per confondersi con un liceo dato che consentivano l'accesso, anche se parziale, all'Università.
Una commissione reale sull'argomento elaborò nel 1909 una relazione in cui metteva evidenza il rischio di confusione tra i due ordini, quello liceale e l'altro tecnico, che erano ben distinti. Ma ormai la strada era segnata e divenne evidente l'urgenza di dotare and Acireale di questo indirizzo di studi moderni che integravano la cultura umanistica e quella scientifica. Così gli amministratori comunali (ricordiamo che i Comuni, ai sensi degli artt. 304-306 della legge Casati, potevano istituire istituti tecnici parificati con spese a carico, ma sotto il controllo del provveditore agli studi) subito dopo la prima guerra mondiale deliberarono di istituire un istituto tecnico con sezione Commercio e Ragioneria e successivamente con una sezione fisico-matematica. Di li a poco fu approvata la legge Gentile che riordinò gli studi e portò ad ordinamento il liceo scientifico. Pertanto la sezione fisico-matematica dell'istituto tecnico acese si trasformò dopo pochi anni di convivenza con l'istituto tecnico in vero e proprio liceo scientifico intitolato al grande scienziato siciliano “Archimede”. Gli istituti tecnici rimasero assenti dalla città fino alla fine degli anni Cinquanta, quando le mutate situazioni socio-economiche fecero emergere con forza tale esigenza e il Ministero della Pubblica Istruzione istituì a decorrere dall'anno scolastico 1959/60 ad Acireale una sezione staccata dell'Istituto Commerciale “De Felice” di Catania.
Già dall'anno 1926/27 troviamo soltanto iscritti al liceo scientifico, che nel 1931 fu parificato e divenne statale soltanto nell'anno scolastico 1961/62. “All'inizio degli anni venti – scrive il preside Casimiro Nicolosi - sorge l'istituto tecnico, nella cui costruzione un merito non indifferente va attribuito al direttore della scuola tecnica (il cui corso... ne costituiva, per gli studenti, l'indispensabile tirocinio propedeutico), che era l'insegnante di Francese professore Mariano Parlato, un noto personaggio dell'epoca, il quale aveva rivestito anche ruoli di primo piano nella vita politica - era stato assessore ai lavori pubblici nell'amministrazione guidata dal cav. Pietro Musumeci, e militava tra i 'baiocchi' al tempo della famosa disputa con gli 'scioani' - e con bonaria ironia era stato denominato, dagli avversari, con il nomignolo di Marian Parlé: egli infatti per diversi anni si era battuto con convinzione per l'apertura di una nuova scuola comunale, che affiancasse i due istituti statali di istruzione secondaria già esistenti in Acireale, il Liceo Classico 'Gulli e Pennisi' e la Scuola normale 'Regina Elena'... poi divenuta Istituto Magistrale.
Fu proprio un docente della scuola tecnica, il professore di agraria Salvatore Calì Cardella, a guidare, da reggente a ciò incaricato dall'amministrazione municipale del tempo i primi passi del nuovo istituto scolastico ...”. La figura più nota del Liceo, che rimasta nella memoria, è certamente quella del professore Mario Manzoni, docente di disegno; conseguita l'abilitazione all'insegnamento, sin dal 1921 fu assegnato sia all'Istituto tecnico che a quello scientifico. Per il suo cappello a larghe tese fu soprannominato “Cappiddazzu”. Egli accompagnerà la vita del liceo da componente dell'ufficio di presidenza, quindi da vice preside e, infine, da preside titolare fino alla trasformazione nel 1961 del liceo scientifico comunale in istituto statale. Il primo preside del liceo scientifico statale fu il prof. Giuseppe Bianca, illustre pedagogista, al quale è stata intitolata l'aula magna nel nuovo edificio di via Ariosto. Ci piace riportare uno stralcio del discorso del prof. Salvatore Finocchiaro, alunno ed ex docente, in occasione del 25º della statalizzazione: “Uno 'Scientifico' comunale che aveva trovato la sua sede nel cuore del centro storico via Ruggero Settimo che collega una delle piazze più belle della Sicilia, la piazza Palazzo di Città e il 'Cinque Oro' al complesso architettonico della Basilica di S. Sebastiano con la piazza antistante e con al fianco la suggestiva villetta consacrata alla memoria di Lionardo Vigo: come dire, nel cuore della incomparabile scenografia di un barocco siciliano che si accosta, per la purezza delle sue linee, all'equilibrio e al gusto dell'arte rinascimentale”. L'espansione progressiva costrinse il Liceo per molto tempo (circa vent’anni) ad operare su tre plessi fino a quando, per interessamento di un ex alunno diventato assessore provinciale, Turi D'Agostino, furono accelerati i tempi per la costruzione di un nuovo edificio, ampio e funzionale, in via Ariosto, che venne “occupato” all'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso da tutte le classi del liceo scientifico (per alcuni assieme all'Istituto per Geometri, che era in attesa di una propria sede). Nel 1989 fu aggiunta una sezione linguistica.


(Tratto dal volume: Il Liceo Scientifico Linguistico Statale “Archimede” Acireale - 50º Anniversario della Statalizzazione 1961 - 2011 – pubbl. 2011)
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